Biografia: #3

Inseguendo la Luce, fuggendo dalle ombre:

Come Ho cercato Risposte rifugiandomi nel mondo sconosciuto, Oltre il Visibile

Gli Insegnamenti Che Hanno Cambiato la Mia Vita: il Mondo Reale Non Basta a Spiegare Chi Sei

Ti sei mai sentito attratto da qualcosa che gli altri non capiscono? Per anni mi sono sentito così.

La ricerca interiore inizia quando ci permettiamo di vedere connessioni invisibili e ci lasciamo guidare dall’intuito verso una comprensione più profonda.

Problema: La realtà percepita spesso non basta a soddisfare la nostra sete di significato.

Scoperta: Grazie ai miei zii e a mia madre, ho esplorato un universo fatto di filosofia, informatica e spiritualità, scoprendo connessioni profonde e illuminanti.

Risultato: Questa ricerca mi ha permesso di integrare discipline diverse, nutrendo la mia mente e risvegliando la mia coscienza spirituale.

Colonna Sonora:

Run, rabbit, run
Dig that hole, forget the sun
And when at last the work is done
Don’t sit down, it’s time to dig another one.”
(Pink Floyd, Comfortably Numb)

Ho sempre sentito dentro di me un richiamo profondo a guardare oltre ciò che era visibile, a comprendere le trame sottili che guidano la realtà. Era quel lato di me che chiamavano “autistico,” una sensibilità che per altri poteva sembrare eccessiva, ma che per me era una necessità: il mondo reale, così come mi veniva presentato, era limitato, inadeguato a spiegare ciò che percepivo dentro.

Fin da giovane mi sono sentito attratto dal mondo esoterico, dalla promessa di un risveglio spirituale che potesse darmi le risposte che cercavo.

Nel costante rifiuto di un sistema scolastico che cercava di piegarmi alle sue regole, ebbi nuovamente la fortuna di trovare due maestri di vita: due fari luminosi: i miei zii, che con il loro amore e la loro visione mi hanno dato le informazioni che cercavo.

Mia zia Liliana, oggi ricordata con il nome di mia figlia, è stata la mia prima vera maestra.

Dai 12 ai 19 anni, ogni settimana mi accoglieva per immergermi nello studio del latino e della filosofia degli autori della Roma antica.

Ricordo ancora i pomeriggi trascorsi a esplorare il senso dell’‘Otium’ o le trame ordite da Catilina, interrogandomi sulla moralità, sull’etica e sull’equilibrio della vita.

Quelle ore erano molto più che lezioni: erano un invito a guardare oltre le righe, a cercare connessioni nascoste, a capire che i principi filosofici, morali, religiosi dell’antica Roma si avvicinavano incredibilmente alla cultura dello yoga, che già praticavo e imparavo ad amare da qualche anno.

Dall’altro lato c’era mio zio Vito, altro maestro di vita che, con il suo entusiasmo, mi ha aperto le porte di un universo parallelo: l’informatica.

A 10 anni mi regalò il mio primo computer e un libro di programmazione in Basic.

Erano gli anni ’80, un periodo di grande esplosione tecnologica. Passavo intere giornate smontando computer, e scrivendo codice, per scoprire i segreti di quel mondo straordinario.

A 15 anni, mentre la scuola continuava a sembrarmi un luogo statico, polveroso e privo di significato, io vivevo nella curiosità, nella scoperta e nella costruzione di una realtà personale fatta di connessioni invisibili: reti, codici, linguaggi, sistemi.

La mia sete di significato non riusciva a fermarsi… Continuavo a cercare oltre. Ascoltavo musica mistica, leggevo libri che gli altri consideravano “strani,” testi classici della spiritualità indiana che mia madre, una donna profondamente intellettuale, aveva acquistato sulla scia del suo amore per lo yoga. Ogni lettura era una finestra su un mondo che sentivo mio, un mondo che parlava di risveglio della coscienza, di stati di percezione profonda, di una realtà più vera di quella che mi circondava.

Ogni parola, ogni pagina alimentava l’urgenza dentro di me: risvegliare quella parte spirituale che sentivo sopita, ma incredibilmente vibrante.

Ogni pratica, ogni pensiero mi avvicinava sempre di più a una comprensione sottile, più autentica della vita.